lunedì 28 maggio 2012

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Orto botanico

mercoledì 23 maggio 2012

L'importanza dei musei:

I musei sono uno strumento educativo di primaria importanza nella società contemporanea attuale, essi rispondono alla necessità di avvicinare e “affascinare” i pubblici di tutte le età, estrazioni sociali, gusti e aspettative in modo permanente.
L' educazione può diventare all’interno del museo, attiva, partecipata e democratica. è quindi necessario un lavoro di ricerca e sperimentazione per trasformare il museo in un contesto “multiforme” intrecciando canali formali e informali.
Un esempio concreto è rappresentato dall'esperienza del museo d'arte moderna di Bologna Mambo http://www.mambo-bologna.org/dipartimentoeducativo/, in questo caso il museo si offre come uno spazio attivo, di educazione, di confronto, riflessione e arricchimento, rivestendo pienamente il proprio ruolo di istituzione culturale e consentendo al fruitore di coltivare la propria memoria e identità in rapporto con il proprio tempo.

Questo rapporto interattivo tra museo e utenti oggi è possibile anche sul web:
Il rapporto tra l'uomo e il museo è oggi agevolato dalla nascita dei musei online, che non sono una semplice vetrina o copia online del museo reale, ma si contaddistinguono come spazi digitali per la diffusione di conoscenza, attraverso l'interazione con l'utenza e la creazione di nuovi contenuti.
Oggi ci sono applicazioni web (es Blog; Flickr; Youtube ecc) che consentono a chiunque di produrre immettere e condividere in rete contenuti testuali, audiovisivi e fotografici; questo permette una comunicazione più diretta e informale tra l'utente e l'istituzione. Si creano così blog che promuovono le attività del museo, blog per la discussione di nuovi contenuti ecc.
Anche per mezzo dei social network generalisti come facebook e twitter è possibile portare il museo al di fuori del sito web raggiungendo un nuovo pubblico e promuovendo l'attività museale.

Il museo online è quindi uno spazio di educazione e di diffusione del sapere attraverso la produzione e condivisione di contenuti, l'ascolto e il dibattito con gli utenti e la creazione di gruppi di interesse.
Come sottolinea Piero Gaffuri nel testo "Web Land", due strade apparentemente molto diverse "tecnologia"  e "cultura" sono le uniche vere fonti della nuova creatività, del costruttivismo moderno.
La rete non è una dimensione simbolica fine a se stessa, ma come hanno messo in luce i maggiori social network la rete trova un contatto diretto e continuo con la realtà attraverso immagini, flussi vitali e relazioni umane.
La possibilità di geolocalizzare i flussi di comunicazione e le esperienze personali e di gruppo possono contribuire alla costruzione di un nuovo modo di percorrere e rappresentare i sentieri della realtà. Si tratta di un modo moderno e originale di fondere le pratiche di oggi con il sapere di ieri.

giovedì 10 maggio 2012

All'orto botanico

Ieri pomeriggio abbiamo visitato l'Orto botanico di Pavia.

Breve storia dell'Orto botanico:

Platano "Il nonno dell'orto"
L'orto botanico fu istituito nel 1773, nell'ambito del generale rinnovamento dell'Università cittadina voluto dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Sorse sui terreni occupati dal monastero dei Canonici Lateranensi di S. Epifanio ed ebbe come primo "prefetto" padre Fulgenzio Vitman (1728–1806).
Nel 1774 ospitava già molte piante, in gran parte provenienti dall'Orto di Padova.
Nel 1776 si cominciò a lavorare per dotarlo di serre lignee, che vennero realizzate su progetto dell'architetto Giuseppe Piermarini (1734–1808). Oggi tali costruzioni, rifatte in muratura nel 1815 da Luigi Canonica (1764–1844), sono note come "serre scopoliane" in ricordo di Giovanni Antonio Scopoli, il professore che tenne lezioni di botanica e chimica nell'Orto dal 1777 al 1788.

Gli elementi architettonici e botanici coevi alla fondazione dell'Orto sono, oltre a queste serre, una vasca posta nel settore sudorientale e il platano che si trova a nord delle serre stesse. Tale pianta, secondo la tradizione, sarebbe stata messa a dimora dallo stesso Scopoli. Oggi, alta 45 metri e con una circonferenza di 7.30 metri a un metro da terra, risulta inserita nel catalogo degli alberi monumentali d'Italia.

Serra Tropicale
Camelia sinensis

L'organizzazione attuale dell'Orto deriva dalla sistemazione eseguita tra il 1945 e il 1948 dal direttore Raffaele Ciferri, ispirata ad un'incisione dell'opera Deliciae Florae et Faunae Insubricae (1786) di Giovanni Antonio Scopoli, ma nei dettagli riferita ai giardini delle ville settecentesche lombarde, con statue neoclassiche in pietra di Vicenza poste a segnare i viali e le fontane.
La serra tropicale a clima caldo–umido, nella quale anche oggi sono coltivate piante esotiche come Tillandsia, palme, banani, monstere, Ficus, pepe e numerose felci, venne fatta costruire nel 1974 dal direttore Ruggero Tomaselli.
Attualmente l'Orto si estende su una superficie di circa due ettari e ospita circa duemila specie, organizzate in collezioni: il roseto e le azalee (varietà di Rhododendron indicum) a sud, le conifere nel settore sudorientale, le latifoglie e una piccola collezione di ortensie a nord dell'edificio principale, l'aiola della pianta del tè (Camelia sinensis). Ci sono anche specie acquatiche e officinali. Nelle serre scopoliane sono raccolte collezioni di piante succulente e Cicadacee.